Colposcopia

Il Ginecologo che non usa il colposcopio è come l’astronomo che insiste ad osservare le stelle senza usare il telescopio.

Olson e Nichols

Il termine colposcopia deriva dal greco kolpos (vagina) e skopeo (osservazione). Si tratta di un' indagine medica diagnostica di II° livello che consiste nel visionare a forte ingrandimento i genitali femminili esterni ed interni (vulva, perineo, vagina, cervice uterina) servendosi di un particolare microscopio: il colposcopio. L'esame è indolore, non è invasivo né traumatico, non serve anestesia ed è di rapida esecuzione. Durante l'esame si utilizzano delle soluzioni come l'acido acetico e la soluzione di lugol che a contatto con le mucose genitali evidenziano al meglio eventuali lesioni. L'esame,inoltre, può tranquillamente essere eseguito in gravidanza. Il fine di questo esame è quello di effettuare una diagnosi precisa delle patologie del tratto genitale inferiore per eseguire una adeguata scelta terapeutica. 

La vulvoscopia consiste in una "colposcopia" dei genitali esterni. Tale ispezione è parte integrante dell'esame colposcopico e ne condivide indicazioni ed utilità.

Il colposcopio è un microscopio che visualizza cute e mucose con ingrandimenti da 5X a 40X illuminandole con un fascio luminoso. Il raggio di luce incidente penetra nella cute e, meglio nelle mucose e viene in parte assorbito ed in parte riflesso. L'assorbimento luminoso dipende dalle caratteristiche del tessuto biologico in esame ed in particolare dalla sua densità ottica. L'immagine che si osserverà al colposcopio sarà il risultato della capacità del tessuto di assorbire e riflettere il raggio luminoso. Per meglio visualizzare la componente vascolare si utilizzano dei filtri colorati (verde o blu), mentre l'acido acetico al 3 o al 5% e la  soluzione di Lugol evidenziano al meglio le lesioni epiteliali. La densità ottica del tessuto dipende da i suoi componenti in senso quantitativo e qualitativo (cellularità, nuclearità, proteine, collagene, vascolarità ecc.).

Si osserveranno così una grande varietà di immagini in rapporto alla composizione dell'epitelio.



Quando si esegue la Colposcopia

Nel mio studio la colposcopia accompagna sempre una visita ginecologica completa.

Quando Viene richiesto come  esame di secondo livello:

  • In caso di Pap-test anormale,
  • Valutazione delle Displasie cervicali (CIN).
  • Per individuare eventuali lesioni non visibili in occasione della visita ginecologica.
  • Utile controllo visivo per effettuare una biopsia mirata in caso di Pap-test anormale.
  • Valutazione diagnostica di lesioni virali (condilomatosi – HPV) a livello cervicale, vaginale e vulvare.
  • Controllo periodico in pazienti con precedenti patologie cervicali, eventualmente già trattate.
  • Perdite ematiche dopo rapporti sessuali.
  • Diagnosi e controllo di patologie cervico-vaginali in pazienti immunodepresse (per effetto di patologie o in corso di terapia immunodepressiva).


Tecnica Colposcopica

Il colposcopista, in relazione alla loro morfologia, all’ ananmesi, esperienza ne valuterà l'importanza correlandola ad un corrispettivo esame istologico ed ad una patologia.

Durante l’esecuzione della colposcopia sarà possibile evidenziare aree di alterazione sulle quali potrà essere eseguita , con una minima anestesia locale, un prelievo bioptico, un trattamento diatermico escissionale e/o ablativo a seconda delle alterazioni rilevabili con esecuzione o meno di esame istologico.

L’istologia, che comunque non può essere sostituita dalla colposcopia, evidenzierà in maniera diretta le anomalie tissutali confermando o meno e raffinando la diagnosi colposcopica. L'esame istologico,ove necessario, consiste nell'esame di un piccolo campione di tessuto prelevato sotto guida colposcopica (biopsia mirata)  e quasi sempre in anestesia locale nelle aree osservate più significative.  

Laddove necessario, si potra’ eseguire dopo Esame bioptico , una conizzazione , che consiste nella ascissione di una porzione del collo uterino ( cervice) al fine di asportare una lesione potenzialmente maligna o maligna ma ancora molto limitata nella sua estensione.E’ quindi da considerarsi un intervento conservativo poiché non altera la fisiologia dell’utero e delle sue funzioni ma al tempo stesso terapeutico .

Nella LEEP viene usata un’ansa diatermica che mediante corrente ad alta frequenza consente una conizzazione di rapida esecuzione e con minime complicanze intra e post-operatorie.Il sanguinamento è minimo e la cervice uterina riacquista solitamente entro 30-40 giorni dall’intervento la propria integrita’ sia anatomica che funzionale.